Lo smaltimento dei rifiuti speciali

Come gestire e smaltire i rifiuti speciali negli studi odontoiatrici?

Norme di igiene e sicurezza

L’attività odontoiatrica e medica  sono esposte a molteplici forme di rischio professionale tra cui il rischio biologico costituisce quello di maggiore rilevanza. Una corretta gestione del rifiuto contaminato è di cruciale importanza per ridurre i rischi di ordine infettivo per personale medico, operatori e pazienti.

Tutte le strutture sanitarie, sia pubbliche che private, sono obbligate a seguire un metodo di smaltimento particolare dei cosiddetti rifiuti speciali, rispettando le norme vigenti in merito di igiene e sicurezza. Come per gli studi medici ed ambulatoriali, anche gli studi dentistici sono soggetti a questo stesso obbligo sanitario.

A livello Europeo esiste un Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) ovvero un sistema di codificazione dei rifiuti in base alla composizione e al processo di provenienza. Tuttavia le normative per lo smaltimento variano da Paese a Paese, sia in UE, sia nei Paesi extra UE. Le diverse normative vigenti in ogni Paese Europeo (ad es…) prevedono, sebbene con modalità e obblighi differenti, che tali rifiuti (a rischio infettivo) vengano resi inerti e poi inceneriti in appositi impianti regolarmente autorizzati.

La normativa Italiana che regolamenta la gestione dei rifiuti è complessa e molto articolata, tuttavia le fonti legislative cui fare riferimento sono costituite dall’art. 264 del D.Lgs 152/2006 che abroga il Decreto Ronchi (D.Lgs. n. 22/997) e dal DPR 254/2003. Esistono poi una serie di delibere regionali che definiscono le linee guida su come interpretare e applicare le normative nazionali a livello locale.

Quali sono i rifiuti speciali?

La classificazione dei rifiuti in base al CER prevede di distinguere le diverse tipologie di rifiuto in base a composizione e provenienza. I rifiuti prodotti all’interno di uno studio dentistico appartengono per lo più alla tipologia dei rifiuti pericolosi a rischio infettivo (garze, teli, camici, cannule, aspirasaliva, guanti, mascherine, barrier film, salviette, copririunito, …).

I rifiuti speciali sono soggetti ad un processo di smaltimento individuale e controllato perché possono rappresentare un potenziale serbatoio di infezione e contagio. I rifiuti speciali possono sostare nello studio fino al prelevamento e allo smaltimento da parte di una ditta autorizzata, purché mantenuti lontani sia dagli operatori sanitari della struttura, sia dai pazienti e da soggetti esterni.

Il pericolo più immediato legato ai rifiuti speciali pericolosi è quello di contrarre malattie infettive, come la TBC o l’AIDS.

Quali sono i passaggi chiave per la corretta gestione e smaltimento dei rifiuti speciali?

Seppur con differenze da Stato a Stato vi sono dei passaggi comuni da seguire per la corretta gestione dei rifiuti sanitari.

Innanzitutto, all’atto di apertura ed avvio di uno studio dentistico, il medico odontoiatra è obbligato per legge a stipulare un contratto con una ditta autorizzata allo smaltimento dei rifiuti speciali.

Durante le visite e le sedute dentistiche, tutto il materiale organico e/o entrato in contatto con liquidi organici potenzialmente infetti dovrà quindi essere raccolto in appositi contenitori, solitamente forniti dall’azienda di smaltimento, e mantenuti separati dai rifiuti classici.

Fino al prelievo della ditta autorizzata, i rifiuti speciali vengono mantenuti temporaneamente nei depositi dello studio.

Tutte le operazioni relative allo smaltimento dei rifiuti speciali di uno studio dentistico vengono rigorosamente registrate, per poi essere conservate e comunicate periodicamente

La responsabilità nella gestione dei rifiuti speciali è del direttore sanitario della struttura odontoiatrica, fino a consegna alla ditta specializzata.

Dopo il prelievo dei contenitori di raccolta dei rifiuti speciali, la ditta autorizzata provvede allo smaltimento definitivo, solitamente attraverso un trattamento di termodistruzione negli impianti di incenerimento. L’alta temperatura raggiunta fa sì che ogni potenziale microrganismo patogeno presente, spore, agenti virali o batterici e materiali inerti dannosi, vengano completamente distrutti per effetto del calore.

 

In conclusione è bene ricordare che la corretta gestione dei rifiuti speciali (e del rischio biologico connesso) è possibile solo grazie a alla conoscenza del tema, delle procedure e delle mansioni previste. Il rispetto dei protocolli operativi consente infatti di lavorare in modo organizzato ed efficiente, garantendo ai pazienti, e agli stessi operatori, un ambiente sicuro e un servizio sanitario controllato e professionale.  

26/08/2019

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